San Romualdo

san romualdo

Chi era San Romualdo?

San Romualdo (952 ca – 1027) lungo il corso della sua vita attuò pienamente lo spirito della Regola Benedettina e ne interpretò saggiamente i contenuti, accentuando la solitudine dell’eremo. Quivi volle maggiore semplicità, più penitenza e più intensa contemplazione, correggendo e adattando liberamente alcune strutture della vita cenobitica e dell’anacoretismo a lui presenti, per rispondere alle esigenze delle anime e alle sollecitazioni della voce dello Spirito.

Dal maestro Romualdo il novizio Giovanni ricevette questa semplice regola:
«Siedi nella tua cella come in paradiso;
scaccia dalla memoria il mondo intero e gettalo dietro le spalle,
vigila sui tuoi pensieri come il buon pescatore vigila sui pesci.
Unica via, il salterio: non distaccartene mai.
Se non puoi giungere a tutto,
dato che sei venuto qui pieno di fervore novizio,
cerca di cantare nello spirito e di comprendere nell’intelligenza ora un punto ora un altro;
e quando leggendo comincerai a distrarti, non smettere,
ma correggiti subito cercando di comprendere.
Poniti innanzitutto alla presenza di Dio “in timore e tremore”,
come chi sta al cospetto dell’imperatore;
annullati totalmente e siedi come un bambino
contento solo della grazia di Dio e incapace,
se non è la madre stessa a donargli il nutrimento,
di sentire il sapore del cibo e anche di procurarsene».

Dalla Vita dei cinque fratelli, 32.
(I Padri camaldolesi, Privilegio di amore, a cura di C. Falchini, Magnano 2007, p. 233).

San Romualdo