Vita monastica camaldolese

Vita monastica camaldolese

Questo luogo isolato in mezzo a una foresta, appena sotto la cima degli Appennini, ha costituito l’habitat naturale nel quale i camaldolesi hanno iniziato la loro avventura e che non hanno mai abbandonato anche dopo essersi irradiati nelle città.
 
La particolarità di Camaldoli consiste nell’ essere ancora, dopo mille anni, un luogo di vita monastica e di ricerca di Dio che si realizza in due strutture differenti ma unite: un eremo e un cenobio.
La comunità dei monaci attraverso la preghiera, la vita fraterna e il lavoro, mantiene questi luoghi, preservatisi anche dopo le soppressioni statali, sempre viventi e accoglienti.
La vita della comunità monastica condotta in questo luogo carico di storia e relativamente isolato può sorprendere. Questo non deve far pensare che i monaci vogliano vivere come testimoni di un’epoca passata e in una maniera incantata secondo un immaginario anche troppo diffuso. Si tratta invece di un gruppo di uomini che vivono la sequela del Vangelo inseriti nella cultura del loro tempo e che si confrontano con tutti gli aspetti e i valori della realtà contemporanea.
 
L’eremo camaldolese si colloca tra il modo di vivere cenobitico e quello anacoretico, ne ritiene gli elementi migliori e crea un saggio equilibrio di solitudine e di vita comune.
 
I monaci, nella sincera ricerca di Dio, riservano una particolare attenzione all’incontro filiale con Lui che si esprime nella preghiera, vissuta secondo la tradizione dei Padri.
 
La carità che unisce i fratelli in unica famiglia, il mistero di Cristo celebrato e vissuto in coerenza di vita, la Parola di Dio ascoltata e meditata ogni giorno, il colloquio orante che li unisce al Padre nell’ascesi e nella gioia dello Spirito, fanno della comunità monastica una proclamazione della presenza del Cristo nella Chiesa e dell’attesa del Regno dei cieli.
 
Il lavoro è il mezzo normale del quale la comunità vive. San Benedetto vuole i monaci impegnati nel lavoro quotidiano. La tradizione ci mostra l’attività lavorativa come elemento fondamentale del vivere monastico in un equilibrio saggio e delicato con l’attività spirituale contemplativa.
 
La forma più tradizionale di presenza dei monaci nel mondo è l’ospitalità che, secondo la Regola, tende non solo ad offrire sollievo materiale a coloro che visitano la comunità, ma anche a offrire sostegno spirituale nella comunione di vita e nell’incontro con la Parola di Dio.