La foresta di Camaldoli

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Dall’inizio del secondo millennio l’insediamento dei monaci romualdini a Camaldoli sviluppa un rapporto spirituale, sinergico e duraturo fra uomo e foresta. L’eremo e il cenobio si trovano tuttora all’interno di una rigogliosa foresta che fu amministrata per secoli con cura dagli stessi monaci. Questa secolare attività di silvicultura ha prodotto una regolamentazione che costituisce il primo codice forestale italiano.

La foresta e gli edifici monastici dopo l’Unità d’Italia sono stati demanializzati e sono ora amministrati dal Corpo Forestale dello Stato. Negli ultimi due secoli, l’aumento della popolazione, i cambiamenti dell’uso del suolo e degli assetti fondiari all’interno e intorno ai boschi di Camaldoli, hanno sicuramente alterato l’estensione, la composizione e le strutture originarie. Con il rimboschimento iniziato negli anni Cinquanta del secolo scorso il bosco di Camaldoli ha riacquistato tutta la sua bellezza e gli edifici sono nuovamente inseriti nel loro habitat naturale. Dal 1993 questa zona appenninica fa parte del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.