Millenario della fondazione dell’Eremo di Camaldoli

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Sono ormai mille anni che un gruppo di monaci si è stabilito a vivere nel «Campo di Maldolo» sulla dorsale degli Appennini, lungo un’antica strada di collegamento tra la Romagna e Arezzo.
Il primo di loro fu Romualdo di Ravenna, che arrivò con cinque compagni in quella radura della foresta messa a disposizione dal vescovo Teodaldo di Arezzo.
Nasceva così l’Eremo di Camaldoli, nel quale i discepoli di san Romualdo coltivavano la preghiera in spirito di penitenza, nel silenzio della cella secondo l’insegnamento del fondatore.
A pochi chilometri di distanza, un ospizio gestito dai monaci per l’accoglienza di visitatori e viandanti divenne presto luogo di formazione per quanti desideravano entrare a far parte della comunità, e pochi decenni dopo era conosciuto come il cenobio di Fontebono.
Non trascorse nemmeno un secolo dalla fondazione e la piccola comunità crebbe fino a formare una congregazione che univa eremi e monasteri e seguiva la regola benedettina secondo l’austero spirito romualdino.
Lungo il corso di dieci secoli Camaldoli, eremo e cenobio, ha continuato a rappresentare un luogo in cui, nel silenzio, la ricerca di Dio attraverso lo studio delle Sacre Scritture diviene ammirazione per la creazione, attenzione verso l’uomo e la natura, contemplazione della bellezza come dono di Dio.
Il Millenario è il nostro dire grazie per questa storia di uomini e donne trasformati dall’ascesi e dalla cultura, cresciuti in una foresta d’alberi dei quali hanno avuto cura, che è anche storia dei viandanti, viaggiatori e pellegrini, accolti nelle loro case.
I monaci e le monache camaldolesi desiderano esprimere questa gratitudine e vorrebbero farlo insieme a tutti coloro che la condividono e sentono una vicinanza con loro, derivante dall’affinità spirituale, dall’amicizia, dalla collaborazione professionale o anche semplicemente per la prossimità territoriale.
E se da una parte cercano di approfondire i motivi che ancora oggi li spingono a vivere come monaci benedettini camaldolesi e a proporre ad altri questa particolare esperienza, dall’altra non vogliono perdere la memoria di questi mille anni di storia, che sono stati ricchi di significanze non solo in molte regioni d’Italia ma in vari altri luoghi nel mondo.